Storia

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Storia

Nel settembre del 1991 due escursionisti trovarono sulle Alpi tirolesi una mummia congelata vecchia di 5300 anni, il più antico essere umano mai rinvenuto. L’uomo dei ghiacci, così divenne noto, fornì molte informazioni sul periodo (Neolitico) in cui era vissuto. Tra le cose che portava con se vi erano due funghi essicati , identificati come appartenenti al genere Piptoporus betulinus, fungo noto per le sue proprietà antibiotiche. Se ingerito può causare brevi attacchi di diarrea. Si scoprì che l’ Uomo dei ghiacci soffriva di parassiti intestinali e probabilmente usava il fungo come vermicida e lassativo naturale. Tuttavia nonostante ciò fornisca una prova dell’impiego dei funghi come medicinali nell’occidente, questo è ben poca cosa rispetto all’uso che se ne fa da millenni nei paesi orientali. Alcuni geroglifici egizi risalenti a 4600 anni fa, rivelano che i faraoni li consideravano la pianta dell’immortalità. Credevano fossero “figli degli déi” e come tali riservati solo a loro. Nel XVI secolo il missionario Bernardino de Sahagun riferì che gli Aztechi si cibavano di un fungo sacro chiamato Teonanacatl (Psilocybe cyanescens) , che tradotto suona come “carne degli dei”. Nell’antica Cina gli imperatori imposero che tutti i Reishi , noti per le loro proprietà toniche, venissero consegnati a loro. Fin dal Rinascimento per la cura delle malattie gli Europei si basarono sulle idee degli antichi medici greci e romani i quali avevano una conoscenza assai scarsa e imprecisa sulle qualità terapeutiche dei funghi. Diversamente in Cina e Giappone, paesi nei quali la fiducia nelle proprietà curative dei funghi è incrollabile. In questa regione del mondo, nel corso della storia, non si fece mai distinzione tra medicina popolare e medicina ufficiale. I medici che compilarono il “De materia medica” inclusero vari rimedi tradizionali basati sull’uso di sostanze vegetali e su pratiche popolari, perché l’evidenza empirica  dimostrava che erano efficaci per la prevenzione o la cura delle malattie. Esemplificativo in questo senso è ciò che successe in Giappone alla fine del secolo scorso. I ricercatori notarono che gli abitanti di alcune regioni in cui si coltivava lo Shiitake, risultavano essere più sani che altrove, con un’incidenza di patologie tumorali inferiori al resto del paese. Ipotizzando che questi abitanti fossere grandi consumatori di Shiitake, vollero verificarne le proprietà antitumorali. A seguito di numerosi esperimenti scoprirono la presenza di Lentinano, il terzo farmaco anticancro più prodotto al mondo. Non va dimenticato comunque che anche in occidente i funghi sono stati usati come sostanze terapeutiche. Ricordiamo per esempio tre farmaci su tutti: Penicillina: ricavata dal fungo Penicillium notatum, è uno degli antibiotici più prescritti al mondo. Ciclosporina: estratta dal Tolyplocatium inflatum è usata nei trapianti di organi per controllare le cellule T del sistema immunitario e per rendere meno probabile il rigetto. Crestina: estratto dal Trametes versicolor, costituisce la base del farmaco Crestina. Prima dell’avvento del Tassolo la Crestina era il più importante antitumorale al mondo.

 

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“L’organismo umano concentra tutte le sue facoltà per il mantenimento di uno stato di omeostasi (Stabilità, per estensione, benessere), tenendo a bada eccitanti e stimolanti esogeni (freddo, caldo, nutrizione, ecc.).Gli aspetti emotivi sono rielaborati e qualora superassero la nostra capacità di rielaborazione, si sviluperebbero malattie e disturbi dei meccanismi fisiologici quali segnali di sovraccarico. L’attività adattogena dei funghi medicinali ci viene incontro. La loro azione riequilibrante e regolatrice assiste il nostro corpo e lo aiuta ad adattarsi meglio a situazioni generatrici di stress riequilibrando funzioni fisiologiche complesse. L’azione del fungo medicinale Reishi sul sistema nervoso è un ottimo esempio di tutto ciò: la sera concilia il sonno e agisce calmando, di giorno aumenta le performances. L’organismo è messo in condizione di reagire in funzione delle diverse condizioni ambientali. L’azione regolatrice sul sistema immunitario della polvere del fungo intero è esemplare. Lo stesso fungo può regolare in egual misura il sistema immunitario ipoattivo, predisposto ad infezioni frequenti, e il sistema immunitario iperattivo, predisposto a reazioni allergiche, infiammatorie o autoimmuni. Molte malattie croniche possono quindi essere trattate a partire dalle cause, poiché il corpo umano ritorna in controllo dei processi fisiologici e comincia a ripararsi . L’azione adattogena dei funghi medicinali sostiene, dunque, l’autoguarigione.” Franz Schmaus, fondatore di Myko-Troph, Istituto di Nutrizione e Micoterapia di Limeshain-Rommelhausen, Germania.